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MUSICA E AUDIO

Lo scopo di questa pagina è raccontare il mio percorso, le mie attività e i miei interessi, non stendere un curriculum vitae canonico e ufficiale... Se è questo ciò che ti serve richiedimelo pure alla pagina contatti.

IL MIO PERCORSO

DA PICCOLO...
Tra i miei primi ricordi ci sono quelli di molta musica a casa mia. I miei genitori erano appassionati di musica classica, mio padre era stato violinista dilettante, aveva una bella voce e aveva cantato per molti anni nel coro della SAT (celebre coro di montagna), inoltre gli piacevano gli apparecchi e la riproduzione hi-fi. Mia sorella per parecchi anni studiò chitarra classica e mi piaceva molto ascoltarla mentre suonava. Di quel periodo mi sono rimasti impressi nella mente brani musicali che oggi, per repertorio e/o per stile di esecuzione, forse non ascolterei più ma mi riportano a momenti di grande serenità familiare.
Nonostante apparissi interessato i miei genitori hanno deciso di non farmi intraprendere lo studio di uno strumento prima dell’approdo alle scuole medie, per non rischiare di proiettare su di me loro desideri o aspettative. Tempo dopo, riflettendo su questo approccio molto prudente, se ne sono dispiaciuti ma io l’ho sempre capito e rispettato.

GLI STUDI E LA PROFESSIONE
Quando sono approdato direttamente in conservatorio (allora non esistevano percorsi alternativi o approcci più “morbidi”) la mia idea era di studiare l’arpa (!), ma la cattedra a Trento non era presente e avrei dovuto viaggiare troppo per un ragazzino della mia età. Per questo ho ripiegato prontamente sulla mia “seconda scelta”: il violino.
Ho iniziato quindi gli studi nella classe di Franco Mezzena, che ha avuto tra l’altro il merito di spingermi e interessarmi molto presto al “suonare assieme”, facendomi partecipare ai corsi di orchestra e musica da camera molto prima di quanto previsto dai programmi. Dopo una breve parentesi come privatista ho quindi completato gli studi nello stesso Conservatorio sotto la guida di Margit Spirk, diplomandomi nel 1991.
Nel frattempo già da alcuni anni avevo iniziato a frequentare corsi estivi e annuali di approfondimento per violino e musica da camera. Con gli amici ex studenti del corso di quartetto abbiamo deciso, dopo le esperienze di una master class con Piero Farulli e di un corso annuale tenutosi a Venezia con vari docenti di fama, tra cui Franco Rossi e il Quartetto Shostakovic di Mosca, di proseguire l’attività di studio e concertistica sotto il nome di Quartetto Ares. L’esigente disciplina del quartetto d’archi è stata una buona palestra negli anni successivi.
Nello stesso periodo ho partecipato alle attività formative (stage orchestrali e di prassi barocca) e produttive dell’Accademia Filarmonica Trentina e a seguito di audizioni ho iniziato a collaborare con alcune orchestre, tra cui “Haydn” di Bolzano e Trento e “Pomeriggi Musicali” di Milano.
Dal 1995 al 1999 sono stato docente di violino e materie musicali di base presso i corsi di musica organizzati dalle ACLI a Trento.
Contemporaneamente ho collaborato con l’Orchestra Internazionale d’Italia di Fermo, dove ho preso parte anche a un interessante e purtroppo abortito progetto annuale di orchestra d’archi, e con l’Orchestra regionale dell’Emilia-Romagna “A. Toscanini”.

In questo periodo ho inziato a suonare la viola, con un esordio davvero fortuito (un’orchestra mi ingaggiò credendo fossi violista e io, capito l’equivoco solo pochi giorni prima delle prove, mi rimboccai le maniche e accettai la sfida), ma lo strumento presto mi ha realmente appassionato e nell’arco di due anni ho completato il ciclo di studi diplomandomi presso il Conservatorio di Trento: da allora ho continuato a dividere la mia attività professionale ed artistica tra i due strumenti.
Nel 2001 ho iniziato a prendere parte alla vorticosa attività concertistica dei Solisti Veneti, che nell’arco di parecchi anni mi ha portato a toccare un gran numero di Paesi del mondo e sale da concerto splendide e prestigiose. Un’attività senz’altro affascinante, ciononostante dopo alcuni anni ho deciso di ridurre progressivamente il “raggio d’azione” delle mie trasferte, concentrando i miei interessi nella dimensione locale e privilegiando le collaborazioni con realtà dal campo di attività più vicino, ad esempio in Lombardia e Veneto.
Nel 2006, in amichevole complicità con un gruppo di coetanei, ho intrapreso il percorso della Laurea magistrale in Musica da camera che ho poi concluso in una formazione di duo con pianoforte con la quale ho proseguito l’attività tenendo diversi concerti negli anni successivi.

FUORI DAI SENTIERI NOTI
A dispetto della mia formazione piuttosto “canonica” avevo sviluppato presto curiosità per i linguaggi “diversi”. Le numerose partecipazioni a varie edizioni di “Festival Musica ‘900” e alle produzioni di “Associazione Incontri internazionali di musica contemporanea” mi hanno fornito ottimi spunti avvicinandomi, ancora in giovane età, tanto a repertori “eurocolti” più recenti e avanzati quanto a linguaggi al di fuori dell’area tipicamente colta, il tutto in periodi dove il concetto di “contaminazione” era ancora visto con molto sospetto negli ambienti formativi canonici (e talvolta lo è ancor oggi per partito preso, non in modo critico). In seguito ho approfondito ulteriormente questa esperienza partecipando a varie produzioni del festival “Jazz and Notation” di Sonata Islands – TrentinoInJazz che si basavano su un approccio crossover tra musica scritta “nuova”, repertorio eurocolto, jazz, altri linguaggi di radice pop e una vena improvvisativa.
Queste esperienze, lungi dall’essere solo “diversivi” o “avventure”, hanno molto arricchito le mie conoscenze e da molto tempo sono convinto che soprattutto chi, a suo tempo, ha chiuso il suo percorso “scolastico” con programmi accademici che si spingevano poco oltre l’Ottocento dovrebbe cercare e sfruttare le opportunità per ampliare la propria panoramica musicale, sia a livello di studio sia concretamente come performer.

ENSEMBLE ZANDONAI
ORCHESTRA DA CAMERA DI TRENTO

Nel 1994 si riunisce un gruppo di giovani musicisti trentini con l’obiettivo di fondare un’associazione che promuova la musica classica attraverso un’attività produttiva di carattere professionale e proposte innovative. Nasce così Ensemble Zandonai – Orchestra da Camera di Trento, che oggi rappresenta una delle realtà più longeve di questo tipo costantemente attive sul territorio (qui il sito provvisorio). Io ero tra questi fondatori e da parecchi anni sono membro del direttivo, collaborando con i miei consoci alla gestione dell’associazione e all’organizzazione di iniziative concertistiche, divulgative e didattiche.
Si tratta di un organismo flessibile, che opera tanto sotto forma di organici cameristici (privilegiando spesso formazioni e quindi repertori raramente proposti) sia come orchestra d’archi e da camera, ampliandosi talora fino agli organici sinfonici. Come strumentista ho preso parte nel tempo a quasi tutte le produzioni, sia cameristiche sia orchestrali.
L’Ensemble ha sviluppato la propria attività ventennale tanto organizzando autonomamente una propria stagione concertistica a Trento affiancata da manifestazioni e festival dedicati a contenuti specifici, quanto collaborando con tutti i principali soggetti pubblici e privati coinvolti nella programmazione e produzione culturale come Regione, Provincia, Comuni, fondazioni, teatri e centri culturali, musei e festival. Ha collaborato per varie edizioni con il concorso internazionale di direzione d’orchestra “A. Pedrotti”, oggi con il concorso pianistico “R. Melini”.
È sempre stato ben presente il proposito di valorizzare il talento e le capacità dei giovani musicisti locali (come noi stessi eravamo all’epoca della fondazione), soprattutto nella consapevolezza che un organismo come questo può offrire un’esperienza formativa di grande valore e utilità per chi si sta affacciando sulla scena professionale. 

Confesso che oggi sentire musicisti di alcuni anni più giovani, nel frattempo diventati valenti musicisti, buoni amici e apprezzati colleghi, ricordare con piacere ed emozione i primi ingaggi e programmi con l’Ensemble è gratificante, soprattutto perché senti di avere seguito la direzione giusta creando del valore per gli altri. C’è un patrimonio di esperienza e competenza che può essere messo a frutto, e per questo ci impegneremo ulteriormente per offrire attività di tipo didattico e formativo. Naturalmente si prova altrettanta emozione di fronte all’entusiasmo e all’aspettativa del pubblico che da anni segue le nostre iniziative con passione, senza dimenticarci di operare per conquistare pubblico nuovo e apparentemente “lontano”.
Nel 2012 L’Ensemble ha inciso in due concerti dal vivo un CD dedicato all’opera cameristica di Piero Guarino (ed. Albisani); nel 2013 è stato coronato un vasto progetto dedicato a Riccardo Zandonai con la pubblicazione da parte della casa discografica Tactus di un triplo CD (di cui ho in gran parte curato registrazione e postproduzione) con un’ampia selezione dell’opera cameristica e per piccola orchestra del compositore roveretano, per la quale va citata la collaborazione con l’omonimo Centro Internazionale di Studi.
Oggi l’Ensemble, mantenendosi fedele alla sua mission statutaria, sta operando con ulteriore attenzione verso la valenza sociale della cultura e l’incontro con altre forme espressive: arti figurative, teatrali, coreutiche.
A questo indirizzo il sito provvisorio dell'Ensemble.

REPERTORIO ANTICO e
LABIRINTI ARMONICI

Il mio primo incontro approfondito con il repertorio barocco è avvenuto molti anni addietro attraverso un corso tenuto da Carlo Chiarappa per l’Accademia Filarmonica Trentina, interessante iniziativa culturale purtroppo terminata prematuramente.
Nel 2008 ho iniziato a collaborare con il Complesso “A. Corelli” di Borgo Valsugana, che dedicandosi da più di 40 anni alla promozione della musica barocca, soprattutto italiana, è uno dei sodalizi musicali più longevi della nostra provincia.
Desideroso di approfondire ulteriormente la materia, nel 2012 sono entrato a far parte dell’associazione Labirinti Armonici di Trento, che da un decennio persegue la ricerca e la diffusione del repertorio seicentesco e settecentesco con un approccio fedele allo stile dell'epoca e l'obiettivo di avvicinarsi al modo, al gusto, al sentimento interiore con cui i musici si esprimevano nell'epoca antica; senza tralasciare il ruolo (anch'esso filologico!) della fantasia e dell'improvvisazione. 
 

Naturalmente presupposto fondamentale per questa attività è l'uso degli strumenti con montatura antica, di cui nel frattempo mi sono dotato.
In questo momento l’approfondimento e la pratica della prassi filologica, sia sul violino sia sulla viola, costituiscono uno dei miei interessi musicali prevalenti e per questo cerco di fornire il mio contributo alla crescita di questa realtà e dei suoi obiettivi artistici.
Sempre con gli strumenti antichi ho collaborato all'attività dell'Accademia di Musica antica di Rovereto e di Oficina Musicum.